Dott.ssa Sara Breschi
Psicologa - Psicoterapeuta

Innamorarsi


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INNAMORARSI

 

Ieri c’erano i “maschi” e le “femmine”, “noi” e “loro”: curiosità ce n’è sempre stata, anche da bambini, quella curiosità che ci ha spinto a conoscere, ad esplorare, ad avvicinarci all’altro.

All’inizio capita di rivolgere l’attenzione all’altro sesso rivolgendo lo sguardo ad un personaggio del mondo dello spettacolo o ad una persona che vive lontano da noi (magari qualcuno conosciuto durante le vacanze): queste “missioni impossibili” ci permettono di sperimentare emozioni e fantasie senza il rischio di un contatto vero.

Poi lo vedi, la vedi, forse vi conoscete da anni o forse non vi siete mai visti prima: hai voglia di avvicinarti ma hai anche paura di essere rifiutato, di non essere alla sua altezza. Queste emozioni contraddittorie ci rendono fragili, impediscono di farsi avanti: si tratta di tenere a bada l’ansia, non isolarsi dagli amici e inventare strategie per svelare i propri sentimenti.

La tecnologia offre nuovi percorsi ai sentimenti: conoscersi per chat e frequentarsi per e-mail ci permette di aprire i nostri cuori al riparo dal contatto diretto, che talvolta crea imbarazzi e timidezze. Il rischio è che la persona che conosciamo virtualmente potrebbe non esistere: intanto perché potrebbe non essere sincera e poi perché nel contatto virtuale escludiamo il corpo. In questo escludere il corpo, anche se l’altro è sincero, anche se ci ha mandato una sua foto, possiamo inventarci una persona che non c’è, che non esiste, perché ci immaginiamo i suoi comportamenti e nell’immaginazione diamo corpo ai nostri sogni. L’incontro dal vivo può essere una grande delusione e questa possibilità può portare a non incontrarsi mai. 

Innamorarsi, “mettersi con” un’altra persona, non significa rinunciare a se stessi, si tratta di fare posto all’altra persona nella propria vita, di condividere gli interessi con l’altro che non deve diventare tutta la nostra vita, altrimenti diventerà una dipendenza. Con l’innamoramento, nascono sentimenti potenti, che ti sconvolgono e ti portano a metterti in gioco, con i tuoi desideri e le tue paure, i tuoi punti forti e le tue debolezze: è bellissimo e fa anche un po’ paura.

L’amore ti dà nuove energie, con l’amore scopri che possono esserci un IO e un TU che cercano di costruire un NOI, però se tu rinunci a te stesso, questo NOI nasce zoppo.

Se non si tratta di un amore corrisposto, il rifiuto ti porta a considerare che non puoi costringere nessuno ad amarti: affetto, rispetto, amore e amicizia vanno conquistati e, anche se ti ci metti d’impegno, non hai nessuna garanzia di averli.

Se da piccolo non ti sei sentito amato, se ti sei sentito rifiutato, può esserti rimasta una ferita interna, nei tuoi sentimenti, che ti porta a ripetere l’esperienza del rifiuto, con la speranza di farcela a sentirti amato. Si tratta di una modalità di cui non sei consapevole, tutto scatta in modo inconscio: cercherai proprio quella persona difficile da conquistare, quella persona che molto probabilmente ti rifiuterà, perché, anche se desideri essere amato, infondo, hai paura perché si tratterebbe di sperimentare una situazione nuova, perché ti sei sempre sentito rifiutato e non amato da chi avrebbe dovuto amarti, dai tuoi genitori che ti hanno cresciuto. E’ importante risalire alla tua ferita interna, darle voce e da lì capire in che direzione ti spinge quella ferita, e capire che ti meriti di essere amato: non sempre è facile fare questo percorso in solitudine, spesso è necessario farlo con l’aiuto di uno psicologo, che ti aiuterà a riconoscere ed elaborare la tua ferita.

L’innamoramento comprende anche l’attrazione fisica verso l’altra persona: entrare in relazione con l’altro significa entrare nel gioco della seduzione, sedurre e lasciarsi sedurre. La seduzione è la capacità di “condurre a sé” l’altro, di attirare il suo sguardo, interesse, i suoi sentimenti. La seduzione debole è basata sull’aspetto fisico, abbigliamento compreso; la seduzione forte si basa sul carattere, sulla capacità di far emergere le nostre qualità. Entrambe le seduzioni funzionano e creano consenso: la seduzione forte, però, non dipende dalle mode e ha il pregio di durare nel tempo.

L’attrazione, la seduzione nascondono il desiderio di un contatto intimo che attira e spaventa allo stesso tempo. Quand’è il momento “giusto”? Non esiste “un momento giusto”, esiste “il tuo momento giusto”: farlo perché lui/lei altrimenti ci lascia o perché “lo fanno tutti” o per “sentirsi grandi”? queste non sono motivazioni mature e dobbiamo essere maturi per decidere di avere un rapporto sessuale, si deve valutare le conseguenze possibili, assumere delle precauzioni (contraccettivi), non solo per evitare gravidanze ma anche malattie che si trasmettono sessualmente. Vivere la sessualità in modo maturo e responsabile è una prerogativa fondamentale per poter decidere di avere un rapporto sessuale: chiedete ai vostri genitori oppure rivolgetevi ad un consultorio, ad un ginecologo/andrologo, non affidatevi soltanto ai consigli di amici.

La sessualità in adolescenza può assumere connotati, significati diversi rispetto alla sua funzione prettamente sessuale. L’adolescente utilizza il sesso, ad esempio, come sedativo, antidepressivo: la masturbazione, spesso, è la risposta ad un bisogno consolatorio rispetto agli insuccessi tipici dell’adolescenza, ad un sentirsi inadatto nelle diverse situazioni. L’adolescenza si pone tra l’infanzia e l’essere adulto, l’adolescente si trova ad elaborare l’abbandono dell’essere bambino pur sentendosi ancora inadatto ad entrare nel mondo adulto. L'adolescente, divorato da un'angoscia destrutturante, trova nella masturbazione la soddisfazione ad un bisogno di riparazione. L'aspetto compensatorio rispetto alla depressione non è presente soltanto nella masturbazione, ma anche nella ricerca precoce della relazione con l'altro sesso. In questo caso, la sessualità serve a soddisfare un bisogno di contatto. La giovane coppia cerca nella sessualità di colmare una lacuna affettiva, prendendo contatto con il mondo adulto, sentendo di avvicinarsi così all’essere adulto. La sessualità, relazionale e non, contribuisce in un contesto così conflittuale, ad abbassare il livello di tensione, d'angoscia, che sarebbe, altrimenti, poco sostenibile. Un’altra funzione che può avere in adolescenza la sessualità è quella di fornire al giovane un’identità, di rispondere alla sua domanda "chi sono io?". L’adolescente, infatti, vive il disagio di un corpo che gli impone un cambiamento biologico e un cambiamento psichico con tempi che, spesso, non sono in sincronia fra di loro.

La sessualità è un modo per definire la nostra identità, per conoscere il nostro corpo e imparare a relazionarsi con il corpo di un altro. Non c’è un modo uguale per tutti di vivere la sessualità, ognuno ha la sua personalità: nessuno, mai, può imporre i propri impulsi o desideri. La violenza, la gelosia ossessiva e la possessività sono un dramma sia per chi le subisce sia per chi non può fare a meno di comportarsi in questo modo. Una sessualità immatura tende a diventare banale, è la semplice soddisfazione di un impulso; la sessualità come desiderio, come scoperta reciproca, in armonia e rispetto, è un processo di crescita.

Dopo l’innamoramento, la nascita di una coppia, può capitare che l’amore finisca: la fine di un amore, specie del primo amore, è come la morte di una persona cara e segue le regole del lutto. La prima reazione è un senso di incredulità (“non è possibile, non può essere vero”) che diventa, poi, negazione (“non è vero!”). Ti senti depresso e agitato, senti che devi fare qualcosa ma non sai che cosa: tutto sembra inutile ma, allo stesso tempo, non riesci a stare fermo. Cerchi di ragionare ma i pensieri sono confusi, sensi di colpa e desiderio di rivalsa si mescolano (“ho sbagliato tutto.. no, è lui/lei che non ha capito!”): il dolore si trasforma col tempo in rabbia che è importante saper controllare.

Che la tua storia d’amore continui o che finisca, è fondamentale che tu stia bene con te stesso/a, prima che con qualsiasi altra persona incontrerai nella tua vita, perché tu starai sempre con te stesso/a.

 

 

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Ultimo aggiornamento pagina:   14-12-2013

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