Dott.ssa Sara Breschi
Psicologa - Psicoterapeuta

Il narcisista patologico


Home Page  Chi sono, il mio Curriculum  |  Aree Tematiche  |  Lo stato dell'arte  |  Articoli  |  Test Psicologici  |  Contatti & Reperibilità  |  Domande & Risposte  |  Links  |  Eventi  I

 

 

 

IL NARCISISTA PATOLOGICO

 

 

Una certa dose di amor proprio è auspicabile, tuttavia non è facile identificare il punto in cui il narcisismo sano si tramuta in narcisismo patologico. Il narcisismo viene giudicato in maniera diversa in relazione alla fase del ciclo vitale che la persona sta attraversando e, a complicare ulteriormente le cose, c’è il fatto che noi viviamo in una cultura narcisistica in cui la superficialità incontra, spesso, maggior consenso della sostanza e la profondità. Questo rende più problematico determinare quali tratti indichino un disturbo di personalità narcisistico e quali tratti siano dei semplici adattamenti culturali.

Le forme patologiche del narcisismo sono identificate tramite la qualità delle relazioni del soggetto. Delle sane relazioni interpersonali possono essere riconosciute in base a certe qualità come l’empatia e la preoccupazione per i sentimenti dell’altro, un genuino interesse per le idee degli altri, la capacità di tollerare l’ambivalenza nelle relazioni di lunga durata senza pervenire ad una rinuncia, e la capacità di riconoscere il proprio contributo nei conflitti interpersonali. D’altra parte, l’individuo con un disturbo narcisistico di personalità si accosta agli altri trattandoli come oggetti da usare e da abbandonare secondo i bisogni narcisistici, incurante dei loro sentimenti. Gli altri non sono vissuti come persone che hanno un’esistenza separata o bisogni propri. Il soggetto con disturbo narcisistico di personalità spesso interrompe una relazione dopo un breve periodo di tempo, di solito quando l’altro comincia a porre richieste emergenti dai propri bisogni.

Il DSM-IV identifica nel modo seguente i criteri per la diagnosi di disturbo narcisistico di personalità:

una modalità pervasiva di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), di bisogno di ammirazione, di mancanza di empatia che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:

1.   ha un senso grandioso di importanza (ad esempio, esagera i risultati o talenti, si aspetta di essere notato come superiore senza avere raggiunto dei risultati adeguati);

2.   è costantemente assorbito da fantasie di successo illimitato, potere, fascino, bellezza o amore ideale;

3.  ritiene di essere “speciale” e unico e che soltanto altri individui (o istituzioni) speciali o di alto rango siano in grado di capirlo o di frequentarlo;

4.    richiede eccessiva ammirazione;

5.    ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, ad esempio, l’irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di un’automatica adesione alle sue aspettative;

6.    sfruttamento interpersonale, ad esempio, si serve degli altri per raggiungere i propri scopi;

7.    mancanza di empatia: è incapace di riconoscere e sentire i sentimenti e i bisogni degli altri;

8.    è spesso invidioso degli altri o ritiene che gli altri provino invidia nei suoi confronti;

9.    ostenta dei comportamenti o degli atteggiamenti arroganti, sprezzanti.

Questi criteri identificano un certo tipo di paziente narcisista, in particolare l’individuo arrogante, invadente, che richiede di essere al centro dell’attenzione. Invece è assente la caratterizzazione dell’individuo narcisista schivo, silenziosamente grandioso, la cui sensibilità estrema verso il rifiuto lo induce ad evitare costantemente di essere al centro dell’attenzione.

Si tratta di due estremi opposti di un continuum e possono essere etichettati come “narcisista inconsapevole” e “narcisista ipervigile” (Gabbard, 1989): questi termini si riferiscono allo stile di interazione prevalente del soggetto.

I due tipi di disturbi narcisistici di personalità si possono così riassumere:

il narcisista inconsapevole

Il narcisista ipervigile

Non ha con sapevolezza delle reazioni degli altri

È fortemente sensibile alle reazioni degli altri

È arrogante e aggressivo

È inibito, schivo

È concentrato in se stesso

Dirige l’attenzione più verso gli altri che verso di sé

Ha bisogno di essere al centro dell’attenzione

Evita di essere al centro dell’attenzione

È “trasmittente” ma non “ricevente”

Ascolta gli altri con molta attenzione per evidenziarne mancanza di rispetto o critica

È apparentemente impermeabile all’idea di avere sentimenti di essere ferito dagli altri

Si sente ferito con facilità: prova facilmente dei sentimenti di vergogna o di umiliazione

I tipi inconsapevoli non sembrano avere nessun tipo di consapevolezza del loro impatto sugli altri: parlano come se si rivolgessero ad un vasto pubblico, stabilendo raramente un contatto visivo, parlano “al cospetto” degli altri ma non “con” gli altri. Sono ignari di essere noiosi, i loro discorsi sono ricchi di riferimenti alle loro realizzazioni e mostrano un evidente bisogno di essere al centro dell’attenzione. Sono insensibili ai bisogni degli altri, fino al punto di non permettere agli altri di contribuire alla conversazione.

Gli aspetti narcisistici del tipo ipervigile si manifestano in modo del tutto differente: questi individui sono estremamente sensibili al modo in cui gli altri reagiscono nei loro confronti, ascoltano gi altri attentamente e tendono a sentirsi offesi di continuo. Queste persone evitano di mettersi in luce perché sono convinti che saranno rifiutati ed umiliati: nel nucleo del loro mondo interno vi è un profondo senso di vergogna connesso al loro segreto desiderio di esibirsi con una modalità grandiosa.

Entrambi i tipi lottano per mantenere la loro stima di sé. Il narcisista inconsapevole tenta di impressionare gli altri con i suoi talenti e di preservarsi nel contempo dalla ferita narcisistica eludendo le risposte degli altri. Il narcisista ipervigile evita le situazioni di vulnerabilità studiando attentamente gli altri per apparire come si deve.

Sebbene queste due tipologie possono presentarsi in forma pura, molti individui presentano una miscela delle caratteristiche fenomenologiche di entrambi i tipi.

Uno dei modelli su cui si incentra la comprensione psicodinamica del disturbo narcisistico di personalità è quello di Kohut (1984) che credeva che gli individui disturbati sul piano narcisistico si fossero arrestati, da un punto di vista evolutivo, ad uno stadio in cui hanno bisogno di specifiche risposte dalle persone del loro ambiente per mantenere un Sé coeso. In mancanza di tali risposte, questi individui tendono alla frammentazione del Sé, come il risultato di fallimenti empatici dei genitori. In particolare i genitori non hanno risposto alle manifestazioni di esibizionismo del bambino, adeguate per la fase che attraversava, con validazione e ammirazione, e non hanno fornito al bambino un modello degno di idealizzazione.

La psicoanalisi interpersonale sostiene che lo sviluppo del bambino sia legato all’interazione che il bambino ha con il suo ambiente, che le fantasie del genitore diventano una parte importante di tale ambiente, che tali fantasie esercitano un’influenza importante sulla personalità del bambino e che l’aspetto soggettivo di come il genitore percepisce il bambino è fortemente influenzato dalle sue fantasie. Queste fantasie possono esercitare il loro influsso attraverso due meccanismi:

- il processo di identificazione, per cui il genitore può non trattare il bambino come una persona distinta ma come una parte del proprio sé

- il transfert, per cui il genitore associa il bambino a figure del proprio passato, particolari eventi possono sollecitare diverse identificazioni nel genitore così che padre e madre del bambino possono identificarsi in parti diverse del bambino o rispondere in maniera diversa ad una identificazione condivisa.

Il bambino ha bisogno di non sentirsi solo: la mancanza del riconoscimento lascia il bambino con parti di Sé alle quali non sa dare significato o venire a patti; il riconoscimento permette al bambino di sentirsi reale; il riconoscimento del genitore modella lo sviluppo del bambino. In altre parole, attraverso il riconoscimento il bambino costruisce la sua identità.

Bibliografia

- American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth  Edition, Washington D.C.: American   

   Psychiatric Press, 1994

- Gabbard G.O. (1989), Two subtypes of narcissistic personalità disorder, Bull. Menninger Clin., 53, pp. 527-532

- Gabbard G.O., Psichiatria psicodinamica, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995

- Kohut H. (1984), La cura psicoanalitica, Tr. it. Boringhieri, Torino 1986
 

 

 

Torna ad inizio pagina


Ultimo aggiornamento pagina:   17-11-2014

Copyright © 2008 [feat Marius Web Project ®]. Tutti i diritti riservati.

Sito ottimizzato per una risoluzione dello schermo: 1024 x 768 pixel