Dott.ssa Sara Breschi
Psicologa - Psicoterapeuta

I diversi PSI


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I DIVERSI PSI:

psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, psichiatra

 

  • PSICOLOGO

Lo psicologo è il laureato in psicologia che, dopo aver svolto un tirocinio formativo della durata di un anno, ha superato l’Esame di Stato, che permette l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi. Gli psicologi non sono tutti uguali, in quanto esistono all’interno delle Università quattro indirizzi formativi diversi (psicologia clinica e di comunità, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, psicologia dello sviluppo e dell’educazione, psicologia generale e sperimentale), i quali forniscono competenze diverse. Lo psicologo fornisce ai suoi pazienti un aiuto non farmacologico (per somministrare farmaci serve una laurea in medicina), basato su colloqui di sostegno, strumenti diagnostici (test psicologici), consulenze, tecniche di rilassamento ecc. Sono molte le cose che egli può fare (si veda “Codice Deontologico degli Psicologi Italiani”), purché non si configurino come terapia, poiché essa richiede il titolo di psicoterapeuta.

  •  PSICOTERAPEUTA

Il percorso per divenire psicoterapeuta è duplice: può diventare psicoterapeuta sia un laureato in Psicologia che un laureato in medicina che abbiano superato l’Esame di Stato. Dopo ciò, va intrapreso un corso di specializzazione, presso un istituto di Psicoterapia riconosciuto dallo Stato Italiano, della durata di almeno 4 anni. Dunque lo psicoterapeuta può essere sia medico che psicologo; nel caso che sia psicologo può esercitare tutte le attività dello psicologo e in più la psicoterapia, nel caso che sia medico può esercitare le attività del medico (fra cui la prescrizione di farmaci) e quelle dello psicoterapeuta. L’attività dello psicoterapeuta va più in profondità rispetto a quella dello psicologo e permette di agire direttamente sui disagi della persona attraverso l’utilizzo di tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento del professionista stesso. Le scuole di specializzazione che permettono di conseguire l’abilitazione alla psicoterapia sono molte e molto diverse fra loro: ognuna di esse trae origine da un quadro teorico differente. In alcune scuole di specializzazione, non in tutte, è richiesto al candidato, per divenire psicoterapeuta, di sottoporsi ad un percorso psicoterapeutico personale, sia per sperimentare in prima persona su di sé l'applicazione della psicoterapia e sia per individuare e risolvere le proprie discrasie psicologiche, prima che gli venga consentito di cominciare a seguire dei pazienti. In ogni caso, durante la fase finale di formazione, il futuro psicoterapeuta comincia a seguire i primi pazienti sotto la supervisione dei didatti e normalmente è prassi diffusa, e in alcuni casi obbligo, che il terapeuta già qualificato, si sottoponga a supervisione clinica e personale, periodicamente, per tutta la sua vita professionale. Lo specialista psicoterapeuta si occupa della qualità delle relazioni che l'individuo ha interiorizzato e che mette in gioco nei rapporti interpersonali e affettivi. Pertanto ci si rivolge allo specialista nei casi in cui vi è una difficoltà ad instaurare relazioni affettive significative orientate alla progettualità, nei casi di ansia e problemi d'umore, nei problemi di coppia o intrapersonali, nel disagio esistenziale e nelle fobie che limitano la qualità della vita. In ogni situazione in cui c'è una sofferenza, anche se non chiara, che non ci fa realizzare i progetti e impedisce di vedere attraverso uno spettro di colori l'esistenza. Ci sono alcuni periodi della vita di ognuno di noi che possono essere particolarmente difficili da gestire. Un divorzio, una malattia o la perdita di una persona cara, sono eventi "naturali" della vita che se non sono accompagnati da "una rete" di affetti e di amicizie, possono risultare difficili da gestire, soprattutto se più eventi negativi si abbattono su un individuo contemporaneamente. Il cambiamento spesso può essere vissuto come destabilizzante, cambiare casa , lavoro, un matrimonio, accompagna sempre vissuti depressivi per la perdita di parti conosciute, note contro il "nuovo" che spesso è sentito come "ignoto" fortemente ansiogeno. Attribuire senso a vissuti e pensieri che spesso sembra che non ne abbiano, può aprire nuove potenzialità, può dare nuove chiavi di lettura alla propria storia. Il cambiamento visto come mezzo per esplorare nuove potenzialità individuali, per uscire da una situazione di stallo. Divenire il vero protagonista della propria esistenza ha sicuramente un prezzo: la presa di coscienza di se stessi, delle parti “buone”, accettate socialmente ma anche delle parti “cattive”, egoiste ed istintuali che necessitano di un incontro e un dialogo per arricchire l'essere umano e mostrarlo nella sua interezza e totalità.

  •  PSICOANALISTA

Lo psicoanalista è uno psicoterapeuta che si ispira alla psicoanalisi di Freud o dei suoi successori. Dopo Freud, infatti, sono nate diverse correnti dal suo pensiero originale, definite post-freudiane, tra queste la scuola di Psicoterapia Psicoanalitica Interpersonale il cui fondatore è stato Harry Stack Sullivan (si veda la pagina web “Chi sono”). Esse prendono origine dalle teorie proposte da Freud, attribuendo però un peso differente alle diverse componenti della teoria dello sviluppo psicosessuale originale, introducendo anche elementi nuovi non considerati da Freud. Lo psicoanalista, per diventare tale, deve necessariamente sottoporsi in prima persona ad un’analisi personale che può avere una durata variabile (si parla comunque di anni) con il fine di risolvere eventuali conflitti personali irrisolti e di acquisire maggiori competenze professionali.

  • PSICHIATRA

Lo psichiatra è un laureato in medicina che ha intrapreso successivamente la specializzazione in psichiatria. Lo psichiatra, in quanto laureato in medicina, può, dopo aver frequentato la scuola di specializzazione, esercitare la psicoterapia. La differenza sostanziale tra psicologo/psicoterapeuta e psichiatra risiede nel modo di vedere la persona e nell’approccio utilizzato; mentre i primi due guardano la persona nel suo insieme, evitando di concentrarsi solo sul disturbo, lo psichiatra utilizza un metodo che può essere definito di diagnosi/cura. In sostanza egli focalizza la sua attenzione sul problema cercando di risolvere solo quello, esattamente come fa il medico. Egli cura i disturbi psichici e le malattie mentali attraverso l’utilizzo dei metodi propri della psichiatria, che comprendono l’utilizzo di farmaci. Avviene di sovente che sia lo psicologo/psicoterapeuta che lo psichiatra forniscano contemporaneamente il loro supporto ad una stessa persona, ottenendo un risultato migliore di quello che verrebbe raggiunto attraverso l’utilizzo esclusivo di uno dei due approcci.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento pagina:   29-12-2011

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