Dott.ssa Sara Breschi
Psicologa - Psicoterapeuta

I Disturbi Specifici

dell'Apprendimento


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I DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ovvero la Dislessia, il Disturbo di Scrittura e la Discalculia (di seguito individuati con l’acronimo D.S.A.) sono riconosciuti e definiti dallo Stato Italiano con la Legge 8 Ottobre 2010 n. 170 “NUOVE NORME IN MATERIA DI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO IN AMBITO SCOLASTICO”: si riconoscono le difficoltà dei bambini affetti da D.S.A., si stabilisce chi e come diagnosticarli, si prevedono attività di prevenzione e momenti di aiuto scolastico, si indica alla scuola il comportamento più adeguato da tenere in sede didattica ed alla sanità quali sono gli obblighi istituzionali da seguire in questi casi.

L’incidenza di tale disturbo in Italia viene stimata intorno al 3-4% della popolazione scolastica, ovvero circa 350.000 alunni delle scuole dell’obbligo, ed appare verosimile stimare una notevole incidenza di queste pregresse difficoltà di apprendimento come concausa nel disagio sociale in adolescenza, nell’abbandono scolastico precoce ed anche di certe forme di delinquenza giovanile. Il bambino che, nonostante sia dotato di intelligenza nella norma, non riesce nel suo percorso di apprendimento a causa di D.S.A., svilupperà una quantità di sovrapposizioni psicopatologiche e di vissuti emotivo-relazionali problematici in proporzione a quanto la società, la scuola e la famiglia saranno stati in grado di aiutare, assistere e migliorare le sue difficoltà.

Per formulare la diagnosi ed effettuare consulenza in materia di D.S.A. è indicato l’approccio interdisciplinare e gli specialisti coinvolti sono Neuropsichiatra Infantile, Psicologo, Logopedista.

La storia della Psicologia, da Piaget ai tempi nostri, ha visto un continuo lavoro di sperimentazione e studio alla ricerca di spiegazioni scientifiche sull’evoluzione e le patologie dei processi di apprendimento. Questi naturalmente non si interrompono mai durante la vita ma, in fase evolutiva, si manifestano in tutta la loro forza e con complessità tale da permeare e condizionare tutto il vissuto, presente e futuro, sociale e personale del bambino. Se questo è vero risulta evidente quanto sia importante per uno Psicologo che si occupa di età evolutiva saper descrivere lo sviluppo dell’apprendimento in un bambino e riconoscerne gli eventuali eventi disturbanti o psicopatogeni: problemi nel percorso di apprendimento scolastico possono compromettere la motivazione allo studio, la percezione del Sé e la dinamica relazionale presente e futura in cui il bambino vive e cresce.

Una volta esclusa un’eventuale patogenesi di tipo medico, il primo elemento da valutare è il funzionamento cognitivo del bambino: lo Psicologo farà una misurazione psicometrica dell’intelligenza rispettosa dei canoni scientifici richiesti e saprà anche inserire i valori evidenziati in un contesto più ampio di valutazioni che comprenderanno il particolare stato emotivo, relazionale e socio-culturale di quel bambino in quel momento. Solo così si fa sì che il bambino, al quale dobbiamo dare soluzioni che migliorino la sua condizione, non che lo stigmatizzino e lo cristallizzino nella sua difficoltà, tragga vantaggio dal lavoro diagnostico. Quindi, si useranno gli strumenti testologici standardizzati tipici per valutare il profilo intellettivo e, solo dopo, si passerà alla valutazione delle competenze di base acquisite fino a quel momento in lettura, in scrittura ed in matematica. Anche in questo lavoro devono essere usati gli strumenti standardizzati, ormai da tempo a disposizione degli Psicologi, che sono in grado di confrontare la prestazione del bambino, oggetto dell’analisi diagnostica, con la corrispondente capacità attesa per l’età allo scopo di determinare le discrepanze esistenti e poter descrivere l’eventuale presenza di D.S.A. in tutte le sue declinazioni. Il lavoro di diagnosi deve procedere con l’esplorazione delle funzioni neuropsicologiche connesse al processo di apprendimento, in particolare sarà importante valutare il funzionamento della Memoria (soprattutto la Memoria di Lavoro che è massicciamente coinvolta), le capacità attentive e di concentrazione e le importantissime funzioni che sottendono le abilità visuo-spaziali e le abilità di organizzazione temporale delle cognizioni. L’analisi diagnostica si completa con la necessaria esplorazione dei coinvolgimenti emotivo-relazionali e delle dinamiche psicologiche che le esperienze frustranti, connesse con il Disturbo Specifico dell’Apprendimento, hanno sedimentato nella personalità del bambino in crescita.
 

Bibliografia
  • Micozzi M., “Bambini con disturbi specifici degli apprendimenti: da una legge attesa da oltre 10 anni il ruolo degli Psicologi nella Diagnosi e nei Trattamenti Riabilitativi dei D.S.A.”, in “laPROFESSIONEdiPSICOLOGO". Giornale dell’Ordine Nazionale degli Psicologi” n°2 Ottobre 2011

 

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Ultimo aggiornamento pagina:   29-12-2011

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