Dott.ssa Sara Breschi
Psicologa - Psicoterapeuta

Disturbo di Conversione


Home Page  Chi sono, il mio Curriculum  |  Aree Tematiche  |  Lo stato dell'arte  |  Articoli  |  Test Psicologici  |  Contatti & Reperibilità  |  Domande & Risposte  |  Links  |  Eventi  I

 

 

 

DISTURBO DI CONVERSIONE

Il Disturbo di Conversione generalmente è temporaneo, monosintomatico, improvviso, in contrasto con il Disturbo di Somatizzazione che è cronico, polisintomatico e coinvolge molti organi.

Se si considera una connessione temporale tra un evento che costituisce una situazione di stress emozionale per la persona e l’inizio o l’esacerbazione di un sintomo fisico, allora ci troviamo di fronte ad una condizione in cui esiste un “vantaggio primario”: il sintomo permette al soggetto di focalizzare la propria attenzione su di esso e mantenere fuori del proprio campo di coscienza il conflitto intrapsichico che sta alla base del sintomo fisico stesso. Si dice, allora, che la persona ha convertito (da qui Disturbo di Conversione) il proprio disagio psicologico in un sintomo fisico. Si parla di “vantaggio secondario” quando l’individuo, grazie al suo sintomo fisico, può evitare una condizione che ritiene pericolosa, difficile, o quando grazie ad esso può avere sostegno dall’ambiente circostante.

Il Disturbo di Conversione identifica la reazione di conversione caratterizzata da un’improvvisa e temporanea perdita di funzione senso-motoria o di altre funzioni fisiche. I sintomi sensoriali comprendono: cecità, sordità, anosmia, anestesia, analgesia, diplopia, disestesia; oppure turbe motorie quali paralisi, atonia, disfagia, afonia, o ancora crisi convulsive o perdita di coscienza. Più raramente i sintomi mimano una sintomatologia neurovegetativa o endocrina; un altro sintomo può essere invece la pseudociesi o falsa gravidanza.

Un altro elemento importante è la valutazione della personalità del soggetto, che spesso è indicativa di una maggiore vulnerabilità al Disturbo di Conversione se presenta tratti Istrionici, Dipendenti, Antisociali.

Questi i criteri diagnostici del DSM-IV per il Disturbo di Conversione

A. Uno o più sintomi o deficit che colpiscono il sistema motorio volontario o le funzioni sensitive che suggeriscono un disturbo neurologico o una malattia organica.

B. Si valuta che fattori psicologici siano collegati al sintomo o deficit perché l’inizio o l’esacerbazione del sintomo o del deficit sono preceduti da un conflitto psicologico o da altri fattori o altri stressors.

C. I sintomi o i deficit non sono prodotti intenzionalmente o simulati (come nel Disturbo Fittizio).

D. I sintomi o i deficit, dopo accurate analisi, non possono essere spiegati da una malattia organica, dall’assunzione di una droga, da un comportamento sancito dall’esperienza o dalla cultura del soggetto.

E. I sintomi o i deficit causano angoscia, un significativo danno in ambito sociale e lavorativo e in altre importanti aree di funzionamento.

F. I sintomi o i deficit non sono limitati al dolore o a disturbi sessuali, non compaiono esclusivamente durante il decorso del Disturbo di Somatizzazione, e non possono essere associati a nessun altro disturbo psichiatrico.

Bibliografia:

- American Psychiatric Association, Diagnostic and statistical manual of mental disorders. Fourth Edition. Washington DC, APA, 1994 (DSM-IV) 

 

 

Torna ad inizio pagina


Ultimo aggiornamento pagina:   29-12-2011

Copyright © 2008 [feat Marius Web Project ®]. Tutti i diritti riservati.

Sito ottimizzato per una risoluzione dello schermo: 1024 x 768 pixel