Disturbo Somatoforme e Alessitimia

Il Disturbo Somatoforme comprende: il Disturbo di Somatizzazione, il Disturbo di Conversione, l’Ipocondria, il Disturbo da Dolore Psicogeno, la Dismorfofobia.

Questi disturbi costituiscono un gruppo di patologie la cui comune caratteristica è la presenza di sintomi somatici senza alcuna base organica tale da poter giustificare il sintomo lamentato. Le lamentele somatiche si trovano, in questi casi, in relazione con un conflitto emotivo e sono, quindi, sintomatiche di un disagio psichico in atto: dal punto di vista psicologico, i sintomi fisici rappresentano il canale attraverso cui la persona esprime la propria sofferenza psichica. Queste persone non sono consapevoli della propria sofferenza psichica e, per questo, non riescono ad esprimerla verbalmente o anche solo attraverso il pensiero, non sono in grado di mentalizzarla. Tendono ad essere rassicurate solo momentaneamente dall’esito negativo delle visite e degli accertamenti medici, per poi ripeterli al ripresentarsi dei sintomi fisici, passando da un medico all’altro e rifiutando spiegazioni psicologiche che ascrivono il disturbo fisico ad un periodo di stress o di tensioni emotive.

Dai dati presenti in letteratura si può estrapolare le seguenti caratteristiche del Disturbo Somatoforme: si presenta maggiormente nelle donne; è un disturbo stabile nel tempo, anche se può presentarsi in comorbilità con altri disturbi come la Depressione e gli Attacchi di Panico; i sintomi fisici che si presentano con maggior probabilità in questo disturbo sono la sindrome del colon irritabile (48%) e le cisti ovariche (37%). Dalla prospettiva nosografica del DSM-IV, nel Disturbo Somatoforme risulta costante la compromissione del soggetto nei suoi contesti sociale e lavorativo.

Ogni cultura si caratterizza per un particolare modo di concettualizzare il “soma”, il corpo, di esprimere i sentimenti e le emozioni e di utilizzare il corpo quale strumento della propria relazione con gli altri. È, quindi, importante considerare anche l’influenza delle variabili culturali nel Disturbo Somatoforme: il modo dell’individuo di presentare un determinato sintomo fisico, di darsi una spiegazione sulla base delle credenze religiose, magiche o popolari della propria tradizione locale, ecc.

Tra i vari modelli interpretativi, la Psicoterapia Psicoanalitica Interpersonale prende in esame lo stile relazionale dell’individuo, in particolare se l’individuo è più o meno favorevole all’espressione verbale o non verbale dell’emotività e dell’affettività attraverso il dialogo e le interazioni con gli altri. Se l’individuo non è favorevole alla comunicazione interpersonale delle proprie emozioni, qualora gli si presenti un evento stressante, la presentazione di sintomi somatici risulta frequente come richiesta implicita di attenzione e comprensione. Sarà importante, per queste persone, sviluppare in Psicoterapia un’attitudine introspettiva, riuscire a mentalizzare le proprie emozioni per poterle, prima, esplorare nella relazione con lo psicoterapeuta e, poi, verbalizzare.

In alcuni casi, in chi ha un disturbo somatoforme si riscontra l’Alessitimia che, letteralmente, significa “emozione senza parola” o “mancanza di parole per le emozioni”, ossia l’incapacità di comprendere, tradurre ed esprimere le proprie emozioni a livello psichico: si realizza allora quella dicotomia tra soma e psiche che costituisce il principale impedimento alla reciprocità della comunicazione tra i due livelli stessi.

In queste persone il dialogo tende ad essere privo di intensità emotiva, mancando i riferimenti a vissuti interiori, desideri, paure e sentimenti, descrivono con precisione particolari di poca importanza spogliando la comunicazione del proprio significato. Possono avvertire sensazioni emotive quali nervosismo, irritabilità, noia, tristezza ma non riescono ad attribuire loro alcun significato, così come accade per le rare crisi di pianto o eccessi di collera. L’attività onirica è scarsa con sogni semplici e poco simbolici e sul piano gestuale a volte mostrano una certa rigidità nei movimenti e nelle espressioni del volto. Nel complesso sono persone apparentemente ben adattate che hanno aderito in modo conformista alle esigenze della società. Di solito, hanno un lavoro, una famiglia, qualche amico ma si tratta più che altro di relazioni superficiali o di forte dipendenza, basate su un atteggiamento di pseudonormalità che a una conoscenza approfondita rivela uno scarso contatto con la vita emotiva.

Nei confronti delle situazioni stressanti invece che avvertire il proprio disagio sul piano psicologico tendono a ricorrere a comportamenti inadeguati assumendo alcool, cibo in eccesso, droghe o farmaci, oppure accusano disturbi fisici o sviluppano una malattia organica.

La presenza di tratti alessitimici, oltre che nel disturbo somatoforme, si riscontrano anche in malattie psicosomatiche, cardiovascolari, gastrointestinali, respiratorie e dermatologiche, nei disturbi post-traumatici da stress, nei disturbi alimentari e nei disturbi dell’umore.

 

Bibliografia:

– American Psychiatric Association, Diagnostic and statistical manual of mental disorders. Fourth Edition, Washington DC, APA, 1994 (DSM-IV)

– Trombini G., Baldoni F., Psicosomatica, Il Mulino, Bologna, 1999