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La teoria
interpersonale della psicoanalisi ha avuto il suo fondatore nella
figura di Harry Stack Sullivan, uno psichiatra americano vissuto tra
la fine dell’‘800 e l'inizio del ‘900, che ha organizzato un reparto
pilota, presso la clinica Chestnut-Lodge, con la prima comunità
terapeutica per schizofrenici, raggiungendo ottimi risultati in
campo psichiatrico.
La sua allieva
Clara Thomson, anche attraverso l'analisi personale sostenuta a
Budapest con Sandor Ferenczi, ha sviluppato più intensamente la
teoria interpersonale di Sullivan in senso psicoanalitico. Da allora
altri autori hanno contribuito con i loro studi alla definitiva
trasformazione della psichiatria interpersonale nella moderna
psicoanalisi interpersonale.
Oggi, la
Psicoanalisi Interpersonale è parte integrante del più generale
orientamento relazionale della psicoanalisi (Greenberg, Mitchell,
Aron ed altri) che ricomprende importanti teorie psicoanalitiche
quali la teoria delle relazioni oggettuali e la psicologia del Sé.
Attualmente
l'orientamento relazionale della psicoanalisi si sta ulteriormente
sviluppando e molti sono gli autori che ne approfondiscono le
valenze teoriche-cliniche nonché quelle applicative. Esso sta sempre
più configurandosi come l'orientamento psicoanalitico più sensibile
ed in sintonia con i modi ed i significati della sofferenza e del
disagio espressi nel contesto della società attuale.
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